Flatulenza e modelli di comportamento
mercoledì 2 aprile 2008
Nuova pubblicita' televisiva Vigorsol: lo scoiattolo aiuta i pinguini a costruirsi un'isola di ghiaccio a colpi di... spifferi.
Dal punto di vista della buona educazione non e' niente di trascendentale o scandaloso, va detto.
Ma appartiene a quel movimento ideologico che pian piano spinge per spostare i confini della buona educazione, della volgarita', e via via fino alla decenza, alla moralita, all'etica.
La volgarita' parlata, scritta e visiva ha assunto una tale normalita' nella convivenza civile che esprimersi con un CASPITA! anziche con un classico attriibuto maschile fa sorridere, anzi, fa compatire.
Il segno dei tempi avanza silenzioso, senza che l'Uomo possa (o voglia) rendersi conto che la sua rovina e' nelle sue mani; passa per l'esaltazione dell'Io-sopra-tutto, e passa anche attraverso la banalizzazione del comportamento sociale e la normalizzazione di qualunque tipo di atteggiamento.
Quello che oggi ci pare oltre al limite consentito, domani, a piccoli passi, con piccole normalizzazioni, ci sembrera' scontato e accettabile.
Per tornare on-topic: se oggi la flatulenza in pubblico (quella reale) e' ancora considerata maleducazione, cosa separa i nostri figli dall'abituarli a considerarla una cosa normale (oppure: considerarla l'atteggiamento trendy del momento), anche grazie alle flatulenze televisive?
E voi, cosa ne pensate?
(NOTA: questo post e' ispirato ad un post equivalente pubblicato su Spotanatomy
Respinto l'appello della Microsoft, la Corte Ue conferma la supermulta
lunedì 17 settembre 2007
BRUXELLES - La Corte europea ha respinto l'appello presentato dalla Microsoft contro la multa inflitta all'azienda informatica nel marzo 2004, quando la Commissione di Bruxelles la ritenne colpevole di violazione delle norme antitrust imponendole il pagamento di 497 milioni di euro. La contestazione riguardava in particolare la vendita di Windows insieme con Media Player, mossa ritenuta in grado di danneggiare gli altri produttori di software.
Il ricorso presentato dalla Microsoft era articolato in diversi punti, ma la Corte li ha bocciati tutta fatta eccezione per la richiesta di annullare la proposta della Commissione di nominare un gruppo di esperti incaricato di vigilare sul rispetto delle disposizioni comunitarie. Il verdetto è stato accolto con soddisfazione dalla Commisione che in una nota afferma di accogliere "favorevolmente la sentenza".
(17 settembre 2007)
"La contestazione riguardava in particolare la vendita di Windows insieme con Media Player, mossa ritenuta in grado di danneggiare gli altri produttori di software"
quindi, secondo questa logica:
- le soluzioni free opensource (ad esempio OpenOffice) danneggiano altri produttori di software (tra i quali la stessa MS)
- le automobili con autoradio incastonata nel cruscotto danneggiano i produttori di autoradio after-market
- i televisori con videoregistratore incorporato danneggiano i produttori di videoregistratori
- i giornali con i gadget in accoppiamento (film in DVD, CD musicali, libri, etc) danneggiano altri produttori di gadget
vado avanti?
italian Design, tutto da rifare
mercoledì 1 agosto 2007

Non c'e' niente da fare: in campo automobilistico (e anche oltre) non ci sono piu' designer che sappiano generare istinti e passioni.
L'unica cosa che resta da fare e' ripescare e rielaborare oggetti cult del passato: Fiat 500 e Mini sopra tutte, ma anche nell'elettronica, nell'arredamento, nelle moto, la rielaborazione stilistica dei miti di un tempo si e' dimostrata essere l'ultima spiaggia per matite asfittiche, incapaci di produrre valori stilistici destinati a durare nel tempo.
Auto come questa (prototipo di minicar Fiat), chi la ristilizzerà tra trent'anni?
V-Day
lunedì 16 luglio 2007
L'8 settembre sarà il giorno del Vaffanculo day, o V-Day. Una via di mezzo tra il D-Day dello sbarco in Normandia e V come Vendetta. Si terrà sabato otto settembre nelle piazze d’Italia, per ricordare che dal 1943 non è cambiato niente. Ieri il re in fuga e la Nazione allo sbando, oggi politici blindati nei palazzi immersi in problemi “culturali”. Il V-Day sarà un giorno di informazione e di partecipazione popolare.
Beppe Grillo
A Montecitorio sono attenti agli sprechi (?)
mercoledì 11 luglio 2007
Come la famosa massaia di Voghera (o Varese? mah...) a Montecitorio stanno attenti a non sperperare il denaro (pubblico, in questo caso).
Infatti, dopo aver speso 56mln di euro (che in lire, tanto per rendersene conto bene, sono 100miliardi!) per realizzare il pessimo sito web Italia.it, ora installano Linux anzichè Windows
"Per risparmiare, in nome del pluralismo e della flessibilità"
E noi che pensavamo che avessero le mani bucate...
"Droga, è boom di cocaina tra i giovani"
da Repubblica.it di mercoledì 12 luglio 2007:
Droga, è boom di cocaina tra i giovani
Ferrero: "Ormai se la possono permettere tutti"
(...)
Il quadro che emerge è sconfortante. La cocaina sta vivendo un vero e proprio boom, soprattutto fra i ragazzi. La colpa, ha spiegato Ferrero, è da attribuirsi al crollo dei prezzi delle sostanze illegali: "la sua maggiore accessibilità economica la rende ancora più popolare".
Se il "boom" (la colpa) è dovuto al calo dei prezzi (siamo in libero mercato, suvvia...) quali risultati produrrebbe la liberalizzazione?
Forse che la colpe siano da imputare alla libera concorrenza? E delle liberalizzazioni di mercato del ministro Bersani che ne facciamo?
Mi(ni)steri d'Italia
Riportiamo integralmente da Punto Informatico (che ringraziamo):
Italia.it, il Governo nasconde le carte
mercoledì 11 luglio 2007
Roma - L'ondata di indignazione che ha accolto lo sbarco online del portale del turismo Italia.it e la successiva mobilitazione non sono state sufficienti per spingere il Governo a dar seguito alle numerose richieste di trasparenza. Il desiderio di conoscere in profondità e in dettaglio la genesi del criticatissimo portale, sostanziatosi in una lettera aperta sottoscritta da migliaia di utenti, è stato frustrato per due volte, l'ultima nelle scorse ore, ed ha il sapore di una sentenza definitiva.
Scandalo Italiano, il sito che da lungo tempo raccoglie materiali, critiche e suggerimenti attorno al portale del Turismo, ha pubblicato poche ore fa la lettera con cui la Commissione per l'accesso ai documenti amministrativi ha negato che in questo caso sussista un diritto alla trasparenza.
Come si può leggere nella lettera trasmessa al blog dal Dipartimento per l'Innovazione e le Tecnologie la richiesta è stata respinta in quanto:
"la giurisprudenza maggioritaria e l'opinione ormai stabilizzata dalla stessa Commissione si sono consolidati nel senso che il diritto di accesso, riconosciuto dall'art. 22 L. 241/90, non configura una sorta di azione popolare diretta a consentire un generalizzato controllo dell'attività della Pubblica Amministrazione, ma deve correlarsi ad un interesse qualificato che giustifichi la cognizione di determinati documenti".
"La posizione legittimante l'accesso è costituita da una posizione giuridicamente rilevante e dal collegamento qualificato tra questa posizione sostanziale e la documentazione di cui si pretende la conoscenza (Consiglio di Stato, sez. V, 16 gennaio 2004, n.127),posizione sostanziale non individuabile nell'aggregazione spontanea "Scandaloitaliano", dal momento che la semplice riunione di soggetti non legittimati all'accesso non può creare ex se la prescritta legittimazione in capo alla riunione stessa."
Uscendo dal burocratese, i firmatari di quella lettera aperta non costituiscono, secondo la Commissione, un soggetto giuridico che possa esercitare il diritto all'accesso ai documenti su Italia.it. Un'affermazione che, com'è ovvio, scatena nei promotori di questo processo di trasparenza ulteriore indignazione.
Proprio Scandalo Italiano sintetizza così quanto accaduto:
"Domanda: Caro governo, tu hai preso 45 (+9 +2,1=56,1) milioni di euro dalle tasche della comunità per fare un sito web. Noi 1500 membri di codesta comunità, che in buona misura proprio di web, IT e multimedia ci occupiamo, abbiamo visto la cifra pazzesca, abbiamo visto il sito, l'abbiamo trovato di qualità vergognosa, abbiamo visto che ci hai messo tre anni di lavoro a farlo, e dunque ti chiediamo di sapere con esattezza come hai impiegato quel denaro. Ce lo puoi dire per favore?
Risposta: No. Non sono cazzi vostri".
Che tirasse un'aria anti-glasnost nel Palazzo si era intuito nelle scorse settimane, quando era pervenuta al Governo la richiesta di Scandalo Italiano. In quell'occasione, anziché optare per l'apertura di un dibattito pubblico ampio, informato e condiviso, il ministero per la Funzione pubblica aveva preferito un approccio low profile, sostenendo che era appunto la Commissione a dover decidere. Ora la decisione è arrivata.
Per chi vorrebbe poter capire meglio cosa sia avvenuto col portale del Turismo, l'ultima speranza, a questo punto, parrebbe essere la richiesta di documenti formalizzata a giugno dall'associazione dei consumatori Generazione Attiva, che riprendeva i contenuti della lettera aperta di Scandalo Italiano.
Paolo De Andreis
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